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JASMINE PIGNATELLI
di Silvia Campese
Testo in catalogo in occasione della mostra CHANGE Contemporary Ceramic Art
Fornace Pagliero Castellamonte (To) 
28 luglio 6 ottobre 2012

La ricerca minimalista, l'equilibrio tra linee e forme eleva l'opera di Jasmine Pignatelli alla sfera dell'assoluto, in un prcorso che, dalle viscere della terra, dove nascono le Radici, si sviluppa verso l'infinito attraverso il frutto dei Semi. Simboli di vita, ovuli perfetti nel loro equilibrio, i Semi evocano, sia nella versione in grès bianco sia nel refrattario scuro più grezzo, i Concetti spaziali ovali di Lucio Fontana, elementi vitali, dove l'armonia assoluta della superficie liscia è segnata dai buchi e dai tagli. Nell'opera di Jasmine Pignatelli non esiste alcuna azione violenta né sull'opera sono apportate tracce di azioni forti e dirompenti come il buco o la fenditura di Fontana. Ciò che interrompe la superficie è una foratura circolare, perfetta e armoniosa nelle proporzioni. Proprio in questo elemento sta la profonda differenza rispetto alle opere di Fontana. Simboli di fecondità e di vita, i Semi dell'artista appartengono a una dimensione "altra" che mira al superamento della visione terrena, per definizione imperfetta, per tendere a un equilibrio assoluto di linee in cui il moto teleutico volge alla ricerca dell'iperuranio. Un mondo ideale dove gli archetipi sono modelli che la terra ripropone, imperfetti, in copie, secondo una concezione Neoplatonica che ben si sposa con la visione spaziale filtrata dalla filosofia rinascimentale, dove la ricerca delle proporzioni sfiora la perfezione. Ed è una delle opere simboliche dell'equilibrio umanista. "La Pala di Montefeltro" di Piero della Francesca a presentare un elemento che idealmente si collega ai Semi di Jasmine Pignatelli. La presenza dell'uovo di struzzo sospeso sulla Madonna col Bambino è simbolo di vita e fecondità, proprio come i Semi ovali dell'artista che raggiunge un equilibrio di forme dove tuttavia mai è svelata la soluzione al mistero della vita. 
E' lei stessa a dire: Fare scultura per me è un Percorso, Progetto Artistico che si fa Telos esistenziale, ma anche Strumento: la scultura è il medium attraverso cui entrare in contatto con i molteplici piani dell'esistenza visibile e invisibile, con l'oscuro intrico di segni, forze, elementi, materie che con ottimismo noi umani archiviamo alla voce 'Sfera della Percezione'. Di fronte all'impossibilità di 'vedere' oltre la soglia del Sensibile e lì trovare risposte, cerco nella scultura un riscatto, una rivincita nel fare che si riequilibri con lo smarrimento. Trovandomi in bilico tra due poli, sospesa in una Formale Astrazione. Astrazione perchè le forme che elaboro sono per me astratte tanto quanto sono astratti i principi e i meccanismi dell'Infinito. Al tempo stesso fanno i conti con il Formale, sono forme che fissano in una tensione plastica ciò che all'origine della suggestione era invisibile, immateriale, intengibile. La serie dei Semi sviluppa la sua linea di linguaggio plastico a partire dall'idea di seme come elemento primario fondante che opera sotto la superficie della terra: invisibili a noi le forze della natura e del caos agitano e ricreano il mondo, lo modificano, lo rimodellano, generano nuova vita, impastano linfa e piogge che alimentano il tempo terrestre nel quale viviamo come immersi in un mistero non accessibile. I Semi/scultura sono forme celate che emergono alla luce. Terra che racconta la Terra, materia che porta in sé fin nel profondo, tutta la storia del mondo; Terra che nasconde segni e indizi di una qualche lontana Rivelazione la cui ricerca, opera dopo opera, continua senza sosta.




JASMINE PIGNATELLI: la scultura come misura di bellezza del mondo vitale
di Francesco Castellani

Testo in catalogo in occasione della mostra personale alla POINT GALLERY, via Montezebio 9. Roma Luglio 2011

C’è un mondo vitale sotto la superficie della terra: invisibili a noi forze incessanti della natura agitano e ricreano il mondo, lo modificano, lo rimodellano, generano nuova vita dalle morte stagioni, impastano linfa e piogge per l’infinito tempo terrestre nel quale viviamo immersi come in un mistero non accessibile.
La poetica astratta di Jasmine Pignatelli si nutre degli elementi primari di quel mondo vitale e invisibile: Semi e Radici, che così come generano e nutrono gli elementi della natura, allo stesso modo ispirano la sua Scultura; le opere ci appaiono come forme celate che finalmente emergono alla luce e alla vista dal conflitto primordiale degli elementi: il Sopra  e il Sotto, il Visibile e l’Invisibile, il Bianco e il Nero, il Liscio e il Ruvido, la Curva e la Retta, la Figurazione e l’Astrazione; Opposti che si riconciliano nel segno di un linguaggio che rinuncia all’ambizione figurativa per liberare forme assolute della materia origine della vita.
Nella più recente produzione artistica di Jasmine Pignatelli, come l’abbiamo ad esempio ammirata nella magnifica mostra al Museo Orto Botanico di Roma, visione personale e ricerca di un linguaggio formale, tensione espressiva e ambizione poetica si concentrano e si rivelano nella riduzione ad ESSENZA E SEGNO: il rigore formale ed estetico, l’assolutezza dei segni e delle forme sono nelle sculture di Jasmine Pignatelli il frutto evidente di una consapevole sincerità artistica, di una tensione totalmente rivolta, una volta conquistata la Visione, al difficile compito di restituire una “misura di bellezza” al proprio fare, e a quel mondo vitale e segreto che la ispira.
Bellezza come euritmia, come armonia dell’essenziale, come mistero imprendibile dell’universo che non più spaventa e annichilisce ma invita al viaggio della vita intesa come sogno sognato in bilico costante tra il mondo visibile e quello invisibile.




BACC | Biennale d'Arte Ceramica Contemporanea
Corriere della Sera 8/06/2012
di Edoardo Sassi



in a secret garden
IL MONDO DENTRO E FUORI DI NOI
di Maria Luisa Acierno

Testo in catalogo in occasione della mostra IN A SECRET GARDEN. Opere di Antonio Grieco, Sabine Pagliarulo e Jasmine Pignatelli.
Museo Orto Botanico - Sapienza Università di Roma. Giugno 1011.
A cura di Maria Luisa Acierno


Boccioli che richiamano libellule, semi e radici che vivono sotto la superficie della terra, fiori animati, smontati e poi rimontati, rami, foglie, sassi, argilla e ferro … Sculture in ceramica in mostra in questo angolo di Giardino che rende possibile cogliere la bellezza dell’Arte collocata in un contesto vivente, fuori dai luoghi tradizionali. Tre artisti che interpretano - ciascuno con il proprio linguaggio espressivo - i segni della Natura. Forme essenziali, colori vivi, contrasti del bianco/nero, superfici grezze, levigate o smaltate… ogni opera nasce dal confronto con la materia e dalle suggestioni che l’artista riceve e restituisce a sua volta, con quell’atto ‘magico’ che trasforma l’idea in opera d’arte, il desiderio in realtà.
Ecco allora i Semi di JASMINE PIGNATELLI esprimere l’energia vitale del sottosuolo (metafora di un mondo invisibile) che emerge in superficie. Semi la cui potenza, generatrice di vita, necessita della fertile terra per crescere rigogliosa. Seguono poi le Radici, impresse come solchi nell’argilla ricca di ferro e manganese, forti, robuste - attaccamento a tutto ciò che è concreto e dà nutrimento - che sviluppandosi consentono di proseguire lungo un percorso, fatto di luci e ombre, di armonia e di immaginazione. Semi e Radici che hanno ispirato forme scultoree e connessioni “libere”, svincolate da ogni riferimento figurativo, che giocano sull’alternanza delle superfici levigate della terra sigillata a quelle ruvide della terra refrattaria. E di questi Semi e Radici sentiamo l’energia, ne vediamo il profilo e nel profilo cogliamo l’essenza.
Come quella dei Fiori giganti, colorati, che spigano, Fiori chiodati e bullonati, assemblati con chiavi, brugole e tenaglie… I Fiori Meccano di ANTONIO GRIECO sembrano voler recuperare la visione originaria di un Eden ancora tutto da esplorare, meraviglioso e minaccioso allo stesso tempo, dove anche i fiori più belli hanno le spine. Ceramica e ferro, Fiori-Scultura ed elementi del Meccano, tenuti insieme dall’ingegno dell’uomo, dell’artista e maestro in questo caso, che con la sua istallazione (20 pezzi dalle grandi dimensioni) capovolge la nostra percezione più convenzionale delle cose, offrendo una diversa prospettiva con cui vedere il mondo. Fragilità e forza, evocate attraverso la bellezza effimera dei fiori unita alla persistenza della materia nel tempo.
Tempo che è ritmo musicale, memoria e ricordo per SABINE PAGLIARULO, che esprime attraverso l’argilla, il legno, il fil di ferro, l’emozione suscitata da un’immagine, un suono, un paesaggio…quello della campagna francese che dipingeva quand’era bambina, accanto alla nonna, immersa negli odori e nei colori di una natura, soave e leggiadra, che nelle sue opere diventa Poesia. Ed ecco aprirsi un percorso che si snoda, come uno scenografico sentiero, tra rocce e specchi d’acqua, con opere dai toni neutri, delicati, che aprono il nostro sguardo su una landa sconfinata di pura felicità dove si è liberi di volteggiare, come uccellini, su prati in fiore, passando tra i Boccioli colorati rosso-passione, fino a giungere verso il luogo più intimo e segreto “Mon Jardin Secret”: una piccola sedia a dondolo, tracciata con il fil di ferro, da cui osservare sognanti il mondo pieno di meraviglia.
Ciò che conta dunque è la capacità di provare stupore di fronte allo spettacolo della natura, attingendo da quel luogo segreto che ognuno di noi porta dentro di sé, fatto di sentimenti ed emozioni, che l’artista tenta di rivelare… Così tutto sembra vibrare in questo Giardino - con le opere all’interno della SERRA FRANCESE dell’Orto Botanico di Roma - che diventa per l’occasione luogo privilegiato da cui osservare, attraverso l’Arte e la Natura, il mondo dentro e fuori di noi…




BACC | Biennale d'Arte Ceramica Contemporanea

le 4 pagine estratte dal catalogo Edizioni IGEO per BACC

Scuderie Aldobrandini Frascati (Roma)
Dal 26 maggio al 24 giugno 2012
A cura di Manrica Rotili







































DA NON DORMIRCI LA NOTTE
di Jasmine Pignatelli 
testo scritto e pubbllicato in occasione della mostra IN A SECRET GARDEN
Da non dormirci la notte!  Trovare una misura di bellezza per questa mostra, mettere in ordine le immagini mescolate che ho davanti la pupilla, combinare il linguaggio formale con la tensione espressiva.
Le opere che espongo inseguono un’ambizione: conquistare una 'visione', mettere a fuoco lo sguardo sulla soglia sempre ignota e carica di meraviglia dell’arte, raccontare il viaggio infinito della ricerca artistica, in bilico costante tra il mondo visibile e quello invisibile.
La  mostra e le opere, rappresentano una tappa di questa ricerca e, nell’esercizio di questa narrazione a tema, i Semi e le Radici si pongono come metafora di un mondo sotterraneo e vitale, origine di vita, che riemerge alla luce e alla vista attraverso quei segni, forme e indizi che ho fissato in materia.
La forza vitale di un piccolo Seme o di una tenace Radice, mi affascina. Immagino di raccontare il ‘mistero’ inseguendo la tensione, opponendo alla superficie levigata e bianca delle terre sigillate, l’asprezza terrigna delrefrattario nero cotto ad alta temperatura. Bianco e nero, sopra e sotto, liscio e ruvido, curva e retta: tutte tracceindizi di una qualche lontana Rivelazione che il mio sguardo interiore, opera dopo opera, aspira a comprendere.




LA CERAMICA IN ITALIA E NEL MONDO n° 11
Rivista trimestrale edita da Borghi & Imperiale Publishing snc.
In a Secret Garden: Una mostra di scultura di Jasmine Pignatelli, Antonio Grieco e Sabine Pagliarulo.
testo di Maria Luisa Acierno
Orto Botanico di Roma - Dipartimento di Biologia Ambientale Sapienza Università di Roma.



























LOLIBE' incontra Jasmine Pignatelli
Lei devo la scoperta di Domenica, il supplemento culturale de Il Sole 24 oreMe lo propose diversi anni fa, mentre ancora ragazzi disegnavamo cerchi sulla sabbia di una spiaggia pugliese, alla ricerca di quel sottile piacere di sfogliare il mondo profondo e spesso riservato della “cultura per davvero”.
Perchè Jasmine Pignatelli è così, un personaggio improvviso, pieno di risorse, geniale nelle forme d’espressione.
E per una felice coincidenza mi è capitato tra le mani un recente numero di Domenicadove si parla di creatività, design e del gusto italiano nel proporre talenti ed idee, dei giovani artisti e della libertà di espressione.
Così non ho resistito al desiderio di ritrovare Jasmine e scoprire come, nel frattempo, sia riuscita a liberare la sua passione per l’arte, a svilupparla, a comunicarla.
Incontrarla nella sua casa/laboratorio a Ponte Milvio, tra le sue creazioni, è stato, come sempre, piacevole e coinvolgente. Jasmine non ha mai abbandonato la passione creativa, ha dipinto, ha scritto di arte, ha viaggiato, e adesso si dedica alla scultura in ceramica.
Un’arte antica, completa e totalizzante“, racconta lei, “ma che in Italia non ha ancora una sua autonoma forma di collezionismo o una rete di gallerie strutturate che la sostengono. Ma non mi scoraggio: l’Italia è ricca di grandi talenti, e qualcosa si sta muovendo ed a breve l’arte della ceramica, della terra e del fuoco, si imporrà nel panorama italiano e non solo”.
E subito mi racconta entusiasta della nuova, prossima mostra che la impegna in maniera totale: In A Secret Garden, mostra di scultura in ceramica che si terrà il prossimo 11 e 12 giugno nella suggestiva Serra Francese dell’Orto Botanico di Roma, nell’ambito dell’annuale rassegna Arte in Orto.
Un’iniziativa originale e ambiziosa, voluta dal Dipartimento di Biologia Ambientale e patrocinata dall’Università La Sapienza per unire musica, arte, danza e spettacolo in una proposta per avvicinare il grande pubblico alla scoperta delle meraviglie dell’Orto Botanico di Roma.
Questa mostra, assolutamente da visitare, è ispirata ai segni della natura, e si avvale di Maria Luisa Acierno, come curatrice e di altri due artisti che con Jasmine esporranno nella Serra Francese, Antonio Grieco, con i suoi Fiori del Meccanomentre Sabine Pagliarulo presenterà Bagatelle.


Jasmine Pignatelli invece esporrà una sua personale interpretazione di Semi e Radici, proponendo segni scultorei nei quali i contrasti della materia ceramica, dalla levigata lucentezza della “terra sigillata“, alla decisa e terrigna forza del “raku” rielaborano le forme primordiali dei semi e le tracce lasciate dalla ‘tenace’ crescita delle radici nel cuore della terra.

E così ho ritrovato una mia vecchia amica, più viva che mai, ‘tenacemente’ ispirata e ‘tenacemente’ convinta nel liberare la sua creatività nel mondo complesso dell’arte.
….ed insieme a JasmineLoLibé è in movimento.